Il Latte, fa bene o fa male?

Quante volte avete sentito o letto di questo alimento come nocivo per la salute? Quante che siamo l’unica specie che ne fa uso in età adulta? Quante che fa parte dei veleni bianchi?

Beh, non so voi ma io tantissime volte. Allora, visto che non mi piace fermarmi alle apparenze, oppure credere al primo allarme mi sono fatto un ulteriore domanda: come può, un alimento come il Latte, che è il primo che la natura offre nei primi mesi di vita all’uomo e ad ogni mammifero, essere dannoso per la Salute?

Le prime informazioni che ho trovato, studiando e documentandomi, sottolineavano le parecchie diatribe sugli effetti positivi e negativi che questo alimento può avere sulla nostra salute. Tra le varie risposte che cercavo ho trovato anche questa molto interessante dell’ex Inran (Istituto nazionale per la ricerca e la nutrizione), che oggi si chiama Cra-Nut (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura), che ha presentato uno studio che dimostra addirittura tutti i benefici del Latte all’interno di una sana e corretta alimentazione.

A chi credere, naturalmente, dovete sceglierlo voi stessi. Capendo le informazioni che vi vengono date, da chi vi vengono trasmesse, e successivamente informandovi su più fronti senza fermarvi alle apparenze.

Attraverso questo articolo cercherò di spiegarvi i reali Benefici di questo alimento, evidenziandone tutte le componenti che lo rendono addirittura utile al Dimagrimento, al controllo del peso corporeo, all’aumento del senso di sazietà, alla sua utilità nella Riduzione del Colesterolo, definito dagli scienziati come: ALIMENTO FUNZIONALE.

Latte_0021.jpg Le componenti Bioattive del Latte.

Il latte contiene una serie di componenti ad azione antimicrobica.

I batteri patogeni possono essere inattivati direttamente per azione dei lipidi e delle proteine ad attività antimicrobica, oppure dai metaboliti derivanti dalla loro digestione.

Sulla salute umana questi peptidi bioattivi hanno dimostrato dare particolari benefici influenzando positivamente il sistema digestivo, endocrino, cardiovascolare, immunitario e nervoso.

La Lattoferrina è una glicoproteina chelante il ferro, dotata di proprietà antimicrobiche rilevanti. Tale effetto è mediato anche dai peptidi derivati dalla digestione della proteina, ed essa può svolgere azione prebiotica stimolando la crescita dei batteri “buoni” Lactobacillus e Bifidobacterium.

Anche lipidi e glucidi del latte possono avere un’azione antimicrobica. E’ noto infatti come l’ambiente generato dalla colonizzazione dei batteri lattici inibisce la proliferazione dei batteri patogeni, proteggendo l’organismo dalle infezioni. Il latte contiene un gruppo di oligosaccaridi (carboidrati) riconosciuti come potenti promotori della crescita dei Bifidobatteri. Come?

Antagonizzando l’azione dei batteri patogeni e promuovendo la proliferazione dei microorganismi probiotici. Collaborando al mantenimento di una microflora equilibrata.

Inoltre le componenti bioattive del latte influenzano lo stato immunitario del neonato, fornendo protezione ed educando il suo sistema nelle fasi precoci della vita. Essi controllano il rischio di sindrome metabolica, influendo sulla diminuzione della massa corporea, regolando la risposta insulinica, la pressione arteriosa e la colesterolemia. Agendo sulla riduzione dei rischi di aterosclerosi e trombosi. La sindrome metabolica (obesità, insulino-resistenza, intolleranza al glucosio, ipertensione, dislipidemia) porta inoltre numerosi rischi sulla salute umana, come il rischio cardiovascolare e il diabete mellito2.

Secondo Elwood et al. 2005 il consumo di derivati del latte è un fattore protettivo contro l’ischemia coronarica, attacchi cardiaci e diabete.

Tutto ciò va ad influire sulla gestione del senso di sazietà, migliorando la regolazione del food/feed intake.

 

Lipidi presenti nel latte.

Spesso latte e prodotti lattiero caseari sono stati messi sotto accusa per l’elevato contenuto in grasso e soprattutto per la presenza di acidi grassi saturi. Tuttavia anche tra gli acidi grassi saturi, è necessario dire che quelli a catena corta, tipici del latte (butirrico, caprilico, caprico) hanno effetti benefici per la salute, rispetto a quelli a catena lunga (miristico e palmitico) che possono incrementare le LDL nel sangue. L’acido butirrico è stato recentemente oggetto di una ricerca scientifica per la sua presunta attività antitumorale. Inoltre, il grasso del latte contiene alcuni isomeri dell’acido linoleico (CLA): quello più rappresentato è l’acido rumenico, la cui presenza dipende dalla sua formazione nel rumine. Gli effetti positivi dei CLA sono stati ampiamente dimostrati: sono naturalmente anticarcinogeni, agiscono da modulatori della biosintesi delle prostaglandine, migliorano la mineralizzazione delle ossa e rendono ottimale il metabolismo dei lipidi.
(P. Manzi. Alimenti Funzionali, maggio 2009).

Proteine del siero del latte.

Sono proteine ad alto valore nutrizionale perché possiedono un contenuto in amminoacidi essenziali più elevato rispetto alle caseine e soprattutto perché ricche di amminoacidi solforati: cistina, cisteina, metionina, lisina e triptofano.

L’utilizzo di proteine del siero del latte (GMP glicomacropeptide) nella dieta di 127 soggetti sovrappeso ha dimostrato effetto positivo sul trattamento dell’obesità e del rischio cardiovascolare. (Keogh & Clifton)

Altri peptidi antiobesità sono:

  • Caseinaidrolizzata che determina il rilascio di CCK (sazietà)
  • Beta-casomorfinache mostra attività oppiode-agonista (determinando un ritardo dello svuotamento gastrico e rallentamento del transito intestinale)
  • Glucagone-like-peptide I, coinvolto nel controllo dell’appetito.

Gli studi hanno dimostrato inoltre effetti sulla riduzione del colesterolo, dove la digestione della beta-lactoglobulina porta alla formazione di Lactostatina provocando la diminuzione del colesterolo sierico.

Vitamine presenti nel latte.
Il contenuto di vitamine nel latte è molto variabile ed è in funzione della razza, dello stadio di lattazione, della stagione e soprattutto del tipo di alimentazione. Nel latte le vitamine presenti in maggiore quantità sono la vitamina A, E, e K tra le vitamine liposolubili, e la vitamina C, l’acido folico e riboflavina tra le idrosolubili. Nel latte vaccino le vitamine idrosolubili non risentono del tipo di alimentazione degli animali, mentre le liposolubili sono influenzate sia dal tipo di alimentazione sia dalla stagionalità. La vitamina D, tra le liposolubili, detta anche “antirachitica”, ad esempio, è presente solo in quantità modeste nel latte vaccino e la sua sintesi richiede l’effetto delle radiazioni ultraviolette a cui sono sottoposte le vacche; quindi è presente in maggiore quantità nel latte raccolto nel periodo di maggiore insolazione. Questa vitamina favorisce il riassorbimento di calcio a livello renale, l’assorbimento intestinale di fosforo e calcio e i processi di mineralizzazione dell’osso.

In conclusione possiamo dire che il ruolo svolto dalle componenti bioattive del latte è stato oggetto di un grande interesse dal punto di vista commerciale. La loro azione benefica è legata alla sinergia tra le stesse, che fanno del latte nel suo complesso un vero e proprio alimento funzionale.

 

*Tutte le evidenze dimostrate in vitro necessitano di approfondimento attraverso studi da effettuare in vivo sull’uomo.

 

 

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