Se sai mangiare bene… la vita è più bella.

Non è una frase fatta, ma un vero e proprio dato di fatto.

Mangiare in modo sano e bilanciato è sinonimo di Equilibrio.

La vita migliora sotto molti punti di vista: prima di tutto il più importante, quello psicologico, poi quello fisico, quello sociale e infine quello estetico.

Tutti questi aspetti sono parti integranti della nostra vita e tutti collegati attraverso un filo invisibile ed inscindibile.

Stare bene con noi stessi dal punto di vista estetico ci permette di avere maggiore autostima, quindi di socializzare più facilmente, stare bene dal punto di vista interiore e di salute ci permette di avere una vita piena ed energica, tutti questi aspetti uniti l’uno con l’altro ci permettono di essere psicologicamente positivi e motivati.

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Facile a dirsi direte voi.

Sappiamo tutti come al giorno d’oggi sia sempre più difficile capire come fare per cercare di mantenere uno stile di vita sano e duraturo nel tempo.

Non difficile dal punto di vista pratico, ma bensì dal punto di vista della consapevolezza, della conoscenza e dell’informazione.

Veniamo continuamente invasi da articoli sulle fantomatiche proprietà di alcuni prodotti miracolosi, da pseudo-scienziati che corrono appresso alle mode, da libri, riviste e pubblicità strapiene di inganni, marketing e messaggi ingannevoli.

Quindi come fare per provare per lo meno a raggiungere un equilibrio che ci permetta di vivere in salute, felici ed energici?

Potrebbe sembrare difficile, ma vi assicuro che non lo è, basta solo applicarsi su alcuni punti fondamentali che vi illustrerò di seguito.

Immaginate di fare una passeggiata, passo dopo passo capirete insieme a me su cosa porre l’attenzione e su come utilizzare i miei insegnamenti e consigli per raggiungere uno stile di vita Equilibrato.

Nel corso di questo articolo mi sentirete spesso utilizzare questo termine, spesso perché secondo me è quello che racchiude un po’ tutta l’essenza della vita.

Equilibrio nel saper scegliere, Equilibrio nel saper decidere, Equilibrio nel saper rinunciare.

Siamo ciò che mangiamo.

Da sempre si dice che è tutto collegato all’alimentazione. Sembra una frase fatta ma non lo è!

Le malattie sono collegate all’alimentazione, le intolleranze sono collegate all’alimentazione, le allergie sono collegate all’alimentazione, la salute ed il benessere psico-fisico sono collegate all’alimentazione.

Eppure, tutt’ora, facciamo la faccia meravigliata quando i professionisti pronunciano la fatidica frase: “dipende molto da quello che mangi”.

Nella nostra mente, nel nostro cervello, non è ancora entrato il concetto chiave: ovvero che se riflettiamo sul tempo passato ad alimentarci, oppure a pensare al cibo, possiamo dedurre come occupa tranquillamente almeno la metà delle nostre giornate.

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Passiamo molto tempo pensando: a cosa mangiare, a dove mangiare, a con chi mangiare oppure a quando mangiare.

Ci preoccupiamo, giustamente aggiungerei, di avere a disposizione sempre nuove idee per evitare di rimanere “a stomaco vuoto”, almeno una volta a settimana andiamo in cerca di nuovi locali da condividere con gli amici, da proporre al partner, da consigliare ai familiari.

Andiamo a fare la spesa, leggiamo le etichette (ancora in pochi purtroppo), ci dilettiamo in cucina, ci improvvisiamo chef.

Ma realmente, in quanti ci preoccupiamo di conoscere la provenienza o l’utilità e composizione degli alimenti?

Potrebbe sembrare banale, ma saper conservare, saper preparare il cibo con l’obiettivo di preservare inalterati i suoi nutrienti, evitando che vengano dispersi o trasformati in tossici è una tappa fondamentale. Prendete per esempio l’olio extra vergine di oliva: alimento altamente nutriente se consumato a crudo, ma potenzialmente tossico se portato a temperature oltre il punto di fumo. Potete constatare com’è importantissimo quindi conoscere l’alimento da preparare e i metodi di cottura adeguati alla conservazione ottimale delle sue proprietà evitando così di dispenderle inutilmente. Un esempio di cottura ideale? Quella a vapore, temperatura bassa, tempo non molto lungo e quantitativo di acqua sufficiente. Naturalmente non è necessario essere degli chef o dei cuochi sopraffini, ma dobbiamo imparare a ragionare partendo dalla qualità dell’alimento, e non dalla quantità.

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Quanti di noi danno importanza alla lettura delle etichette e degli ingredienti dei cibi?

L’etichetta è la carta d’identità dell’alimento: riporta informazioni sul contenuto nutrizionale del prodotto e fornisce una serie di indicazioni per comprendere come i diversi alimenti concorrono ad una dieta corretta ed equilibrata. Saper leggere correttamente le etichette rappresenta un atto di responsabilità verso il nostro benessere e verso quello delle persone che mangiano le cose che acquistiamo. Ci aiuta, infatti, ad impostare una sana alimentazione.

Sapersi orientare tra gli scaffali dei supermercati è il primo passo della strada verso la consapevolezza di ciò di cui ci nutriamo. Perché possiamo utilizzare tutte le scuse che vogliamo, ma siamo noi che scegliamo i cibi, siamo noi che decidiamo quali alimenti tenere nella nostra dispensa, nessuno ci obbliga, se non il nostro cervello e le nostre emozioni.

Conoscere le etichette ci permette di arrivare al cuore dell’alimento.

E’ importante prediligere prodotti “Nazionali”, DOP – IGP – STG – PAT – DECO.

Saper leggere le etichette ci aiuta anche a riconoscere i prodotti “nostrani” e a salvaguardare quelle piccole aziende che con amore e passione lottano contro le multinazionali che di qualitativo non hanno proprio nulla. I marchi sopra citati sono indici di qualità e sicurezza, ve li spiego in breve:

  • DOP: denominazione di origine protetta => alimenti le cui caratteristiche qualitative dipendono dal territorio in cui sono stati prodotti. Serietà, tracciabilità e legame con il territorio.
  • IGP: indicazione geografica protetta => dove una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geograficaa specifica. Specificità del prodotto.
  • STG: specialità tradizionale garantita => volto a tutelare produzioni che siano caratterizzate da composizioni o metodi di produzioni tradizionali.
  • PAT: prodotti agroalimentari tradizionali => I PAT sono alimenti caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione, stagionatura consolidate in un dato territorio da almeno 25 anni. Tradizione, territorio e tecniche di lavorazione delle materie prime.
  • DECO: denominazione comunale => valorizzare quei prodotti, agroalimentari o artigianali, locali e caratteristici realizzati all’interno dei confini comunali.

Queste sigle rappresentano sinonimo di sicurezza, integrità, lavorazione specifica, assenza di additivi e conservanti nocivi per la salute umana.

Lo sapevi che organizzare i pasti e prepararli la sera prima ti aiuta in termini di praticità?

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Lavoro da tantissimo tempo a contatto con le persone, e le affermazioni che quotidianamente sento sono sempre le stesse: non ho tempo, preferisco optare per qualcosa di pratico che non richieda preparazione, preferisco andare in mensa perché ho solo 40 minuti ecc. ecc.

Ok, nessuno dice che in mensa non ci sia “scelta varia e sana”, nessuno dice di fare i banchetti cerimoniali ad ogni pasto, nessuno dice di utilizzare tutto il tempo per la preparazione dei cibi.

Si parte sempre dallo stesso principio: questione di scelte e priorità. Se stai leggendo questo articolo è perché ti interessa capire e/o conoscere i metodi per poter fare tutto senza stress e rinunce di nessun tipo. Bene. Parti dalla scelta di cosa mangiare, la sera prima dedica 15 minuti alla preparazione del pranzo del giorno dopo, opta per alimenti contenenti una buona fonte di carboidrati (cereali, radici, tuberi, verdure fresche di stagione) una buona fonte di proteine animali o vegetali (carni bianche magre, legumi, pesce azzurro, formaggi freschi), e condisci con una buona fonte di grassi “a crudo” (olio extra vergine di oliva, frutta secca). Dividi il piatto o la “schiscetta” in 3 parti uguali, in base alle tue preferenze, per “misurare” la giusta quantità di ogni ingredienti attieniti alla grandezza del palmo della TUA MANO e….. il gioco è fatto!

La colazione, oltre al pranzo, è un pasto molto importante. Quanto tempo riesci a dedicarle?

Importante perché ti consente di iniziare la giornata con il piede giusto, di assimilare nutrienti utili a mantenere alta la concentrazione durante le prime ore lavorative della giornata (a mio parere quelle più utili e produttive). Inoltre evita i famosi “attacchi di fame” prima di arrivare all’ora di pranzo. Non è salutare ed equilibrato arrivare al pasto successivo con troppa fame: dobbiamo nutrire il nostro corpo ed i nostri muscoli, non il nostro cervello e le nostre emozioni.

Da domani, o già da oggi prova a dedicare almeno 20 minuti alla prima colazione. Magari condividendola con il partner, con la famiglia, con i tuoi figli oppure in caso tu fossi single è un buon modo per prenderti cura di stesso.

Avere equilibrio significa soprattutto rispettare e prendersi cura di sé. Lo sapevi che avere la pelle liscia, elastica e “pulita” è sinonimo di benessere? E se ti dicessi che dipende molto anche da quanta acqua bevi?

Approfondendo ancora di più l’argomento “cibo sano” puoi constatare anche tu come in base alle scelte e alle rinunce che siamo disposti a fare ne beneficerà il corpo e di conseguenza la mente. Passa tutto dalla cura e dall’attenzione che quotidianamente poniamo su aspetti fondamentali, uno dei più importanti? L’idratazione, che aiuta a mantenere la pelle liscia, elastica e “pulita”, ma di questo parleremo nella prossima “passeggiata”.

Grazie per essere arrivato/a fino in fondo, alla prossima!

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